lunedì 21 ottobre 2013

MATTEO E L'ESEMPIO DI ALEX ZANARDI

Una storia che nella diversità profuma di normalità



Caro Alex, chissà cosa hai provato quando la vita ti ha imposto un "pit stop" così lungo. Tu che hai da sempre avuto la velocità nel sangue… Beh, non deve essere stato semplice frenare di colpo a causa di quel brutto incidente. Quel giorno hai perso l’uso delle gambe, in quei lunghi attimi hai visto la morte negli occhi e ci hai tenuto tutti con il fiato sospeso. Alla fine, però, grazie ad interventi tempestivi e alla prontezza dei soccorritori sei stato trasportato in ospedale e le tue condizioni gravissime hanno fatto sì che fossi sottoposto a ben quindici interventi. Il risultato è stato l'asportazione degli arti inferiori.
Credo che chiunque dopo tutto questo calvario avrebbe detto basta. Invece tu no, tu che hai rischiato di morire, da quel momento ti sei imposto di rincominciare a VIVERE. Dopo mesi e mesi di dura riabilitazione ti sei rimesso in piedi con due “gambe nuove". Da qui hai iniziato a vivere insegnando a tutti che "se hai un buon cervello ed un buon cuore le gambe sono un optional".
Ti sei rimesso in gioco tornando a fare la cosa più naturale per te, correre, così da dichiarare al mondo intero che quando si hanno dei sogni bisogna combattere per realizzarli, senza se e senza ma. Ce l'hai fatta grande Alex! Nonostante ciò che hai vissuto sulla tua pelle, non hai mai perso le caratteristiche che tutti i campioni come te hanno: voglia di competere, di osare, di superarsi e di porsi sempre nuovi traguardi da raggiungere.  In altre parole, la voglia di non fermarsi mai.
La presenza di quelle due protesi non hanno tolto nulla al campione che c’è in te. Chi ascolta la tua storia di vita viene inebriato da un profumo di normalità in un contesto in cui la diversità è evidente, ma è vissuta come opportunità più che come ostacolo. Mi ha colpito, inoltre, la sorprendente umiltà di cui ti vesti, tipica di chi nasce con una particolare attitudine a perseguire i propri obiettivi.
Sembra che per te sia straordinariamente normale fare ciò che fai, perché sei nato per correre. Non pensi, da buon atleta, al tuo incidente come ad una fine, ma ti poni sempre nuovi obiettivi da raggiungere. Questa è la tua indole, una caratteristica con la quale sei nato e che è rimasta immutata nel corso del tempo.
Continua a rimanere così umile e a vivere “Normalmente” ogni giorno della tua esistenza. Al di là delle difficoltà, ogni singolo attimo della tua vita profuma di normalità, un’esperienza che per tutti può sembrare straordinaria che tu però insegni essere normale. Anzi no, straordinariamente normale

La diversità non è un ostacolo ma un'opportunità . Diversità e normalità non sono agli antipodi ma sono una accanto all'altra perché si completano a vicenda in un grandioso spettacolo chiamato Vita. Grazie Alex.

Matteo Sborgia


Matteo Sborgia è un ragazzo di Pescara, iscritto alla Magistrale di Lettere Moderne all'Università di Chieti. Le difficoltà motorie che quotidianamente vive hanno spinto Matteo a scrivere per questo blog una lettera aperta al campione sportivo Alex Zanardi, emblema di coraggio e forza d'animo. 
Alessandro Zanardi è un pilota automobilistico, ciclista su strada e conduttore televisivo italiano.
Nell'automobilismo si è laureato campione CART nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005
Perde entrambe le gambe a seguito di un grave incidente. Sopravvive e ricomincia a correre diventando l'asso dell'handbike. Nel paraciclismo ha conquistato due medaglie d'oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012, e tre titoli ai campionati mondiali di Baie-Comeau 2013.

sabato 12 ottobre 2013

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IL VERO POTERE

Quando non c’è auto-riconoscimento, noi non possiamo nemmeno scegliere per noi stessi e per la nostra vita, ma soltanto subire quella inconsapevolezza che ci trascina da una situazione ad un'altra, da un compromesso all'altro, sempre più in basso e, soprattutto, sempre più lontani da una possibile felicità.


sabato 14 settembre 2013

EVVIVA LA SCUOLA - I DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO




LE DIFFICOLTA’ IN CUI PUO’ IMBATTERSI UN BAMBINO A SCUOLA

Molti genitori non immaginano quali possano essere le difficoltà che vivono i loro figli a scuola, non credono che proprio il loro bambino possa
sviluppare un Disturbo dell’Apprendimento o che possa avere problemi nel 
relazionarsi con insegnanti o compagni di classe.  
All’interno dell’evento EVVIVA LA SCUOLA e nei punti raccolta di materiale scolastico, Il Centro di Psicoterapia Familiare mette a
disposizione una brochure informativa sull’argomento e una descrizione 
sintetica ma dettagliata dei principali DSA Disturbi Specifici 
dell’Apprendimento.

Riconoscere i segnali delle difficoltà che stanno vivendo i bambini a scuola è l’unico mezzo per intervenire tempestivamente ed evitare problematiche legate all’autostima, oltre che reali difficoltà nell’apprendimento. È un momento importante di vita, il bagaglio culturale è importante per definire il futuro di ogni persona.

Partecipate alla raccolta e chiedete la brochure informativa! Conoscere significa prevenire!







venerdì 6 settembre 2013

EVVIVA LA SCUOLA, RACCOLTA DI MATERIALE SCOLASTICO E SPETTACOLO FINALE

Evviva la Scuola!
 L’Associazione Motus, con il Patrocinio del Comune di Francavilla al Mare (Assessorato Politiche Sociali), presenta “Evviva la Scuola”, una raccolta di solidarietà di materiale scolastico, nuovo o usato in buone condizioni, in favore delle famiglie indigenti della città. 



La raccolta, che vedrà il coinvolgimento di realtà cittadine quali l’Associazione Orizzonte, Itaca e il Gruppo Scout Francavilla 1, si terrà in 8 attività commerciali dislocate in punti strategici di Francavilla (elenco in calce) e si protrarrà dal 12 Settembre al 14 Settembre con i seguenti orari: 12 e 13 Settembre dalle ore 17:00 alle ore 20:00; il 14 Settembre dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00.
La distribuzione di quanto raccolto sarà a cura dell’Associazione Emozioni. Durante la raccolta saranno distribuiti in tutti i punti, a cura del Centro di Psicoterapia Familiare di Pescara, opuscoli informativi circa i più diffusi disturbi dell’apprendimento dei quali possono essere affetti i bambini in età scolare. A conclusione della raccolta, presso il Mu.Mi. di Francavilla, vi sarà a partire dalle ore 20:00 uno spettacolo per bambini ed adulti con gli artisti Dario Miccoli , che proporrà momenti magia e cabaret, e Gianluca Turchetta, che intratterrà la platea con una performance circense. «Cerchiamo sempre di dare sempre un taglio sociale a tutte le nostre attività», dichiara il Presidente Motus Michele Accettella, «ed “Evviva la Scuola” rappresenta tutto ciò nel quale crediamo poiché è un evento che coinvolge Francavilla tutta e vede la collaborazione di tantissime associazioni che operano sul territorio. Con questa grande manifestazione si chiude per la Motus un 2013 davvero importante che ha visto non solo il grande successo de “La Notte della Pizzica” ma soprattutto la nascita del Progetto Europeo “Il Teatro degli Uguali”». L’Assessore Francesca Buttari chiede l’aiuto di tutta la cittadinanza: «chiedo personalmente un gesto di solidarietà a tutta la città per contribuire a sostenere i nuclei familiari che in questo particolare momento storico hanno meno possibilità. Abbiamo deciso di impegnare le nostre energie e quelle di tutte le associazioni che operano nel volontariato e di dedicarla alla raccolta di materiale scolastico, perchè crediamo fortemente che ogni bambino e ogni ragazzo debbano essere messi nelle condizioni di poter vivere la scuola, luogo fondante della crescita di ogni individuo, potendo disporre di tutto il confort necessario. Attraverso un piccolo gesto, ognuno potrà sentirsi protagonista di questo progetto». In conclusione, la Dottoressa Ivana Siena, Responsabile del Centro di Psicoterapia Familiare, sottolinea l’importanza del saper riconoscere alcune problematiche comuni ai bambini per quanto concerne le difficoltà di apprendimento: «i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) sono i più frequenti disordini dello sviluppo neuropsicologico del bambino. Riguardano alcune abilità specifiche quali la lettura e la scrittura e si manifestano in assenza di deficit intellettivi, neurologici e sensoriali. La scuola ha il dovere di riconoscerne i segnali, la famiglia di non sottovalutarli per evitare che costituiscano nel tempo causa di abbandono scolastico e che diano origine a bassa autostima nel bambino, depressione e talora comportamenti a rischio»
Elenco punti raccolta:
- Sisa
- Conad – Dico
 - Buffetti - Cartolandia
- Libreria Universitas
- Libreria Ufficio Scuola

 - Libreria Tutto Scuola

martedì 27 agosto 2013

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SPORT E PSICOLOGIA

Il legame tra genitore e figlio rinsaldato dalla comune passione per la propria squadra di calcio e l'importanza delle famiglie allo stadio, un tema di grande attualità

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CALCIO E TIFO NEL LEGAME TRA PADRE E FIGLIO


martedì 13 agosto 2013

L'ESPERIENZA DI MATTEO

L'Allenamento Funzionale



Un movimento si dice funzionale quando rispecchia i gesti della vita quotidiana, movimenti naturali realizzati grazie alla contrazione sinergica di più gruppi muscolari.
Essere funzionali vuol dire essere forti, reattivi, agili, veloci, elastici, coordinati, grazie al fatto che si acquisiscono nuovi schemi motori attraverso esperienze motorie multiple e sempre piu' difficili (la progressione è fondamentale nel functional training).
A sua volta la progressione rappresenta un perfezionamento graduale attraverso cui il raggiungimento degli obiettivi preposti diventa un esercizio di soddisfazione personale che aumenta la stima verso se stessi.
Essendo un processo di apprendimento, di conoscenza di se stessi, dei principi, delle metodologie, dei mezzi e degli strumenti più efficaci al raggiungimento dei propri obiettivi, l’allenamento funzionale come concetto non pone in linea di principio differenzazioni tra atleti normodotati o disabili.
Allenarsi in modo funzionale vuol dire allenarsi con i muscoli, la testa e soprattutto il cuore. È proprio quest’ultimo elemento che traspare dalle parole che leggerete di seguito, il pensiero di Matteo Sborgia, un ragazzo della provincia di Pescara (PE), laureato alla Triennale della Facoltà di Lettere Moderne.


"L'allenamento funzionale può funzionare quando hai quell'adrenalina che ti spinge ad andare avanti nonostante le difficoltà. In quei momenti non ti importa nulla del pregiudizio, della disabilità perchè ti senti vivo. L'allenamento funzionale ti mette in competizione con te stesso, aiutandoti a superare i tuoi limiti, perchè i limiti si superano quando si affrontano, ed anche se permangono dentro di noi, anche se fanno parte, DI NOI l'importante è averli affrontati, non importa il risultato, non importa dove sei arrivato, ciò che conta è essersi impegnati con tutto il corpo, il cuore e l'anima, a prescindere da tutto e nonostante tutto. E quando si arriva ci si sente liberi, fieri e forti perchè sai di aver fatto la cosa giusta, sai che hai dato tutto. E soprattutto sai che sei vivo, sai che vali e che ancora una volta hai vinto tu perchè hai cercato con tutto te stesso di andare oltre i tuoi limiti, infischiandotene di tutto il resto. Perchè tutto il resto è noia. Il traguardo è la tua vittoria, ognuno di noi ha il suo. Quando si taglia il traguardo, quando ci si mette in gioco, si ha la percezione di aver già vinto. Perchè ci metti cuore e voglia NONOSTANTE TUTTO. 
OLTRE OGNI LIMITE…"
Matteo Sborgia


Per info e approfondimenti: Oltre il pregiudizio



venerdì 2 agosto 2013

MATERNITA' E LAVORO

LE MAMME MANAGER



Le donne in carriera che diventano madri devono conciliare due mestieri quello di mamma con l’impegno professionale.
Alcune decidono di sacrificare il lavoro per prendersi cura del nascituro, altre a un mese dal parto sono già in ufficio prese da un doppio carico di responsabilità. “Ho pianificato tutta la maternità in modo scrupoloso, ma di fronte alla prima febbre alta mi sono chiesta se sono davvero una buona madre!”. Questa è la frase che di frequente si sente dire a neomamme che decidono di rientrare repentinamente al lavoro dopo pochi mesi dal parto. Forte è il senso di colpa che si interseca con la voglia di intraprendenza professionale.
Nel libro “Mamme Acrobate” l’autrice, la dott.ssa Rosci, spiega che il “conflitto è già latente nella complessità di competenze richieste ad una mamma e a una donna con un serio impegno professionale”. Deve quindi essere munita di doti quali pazienza, dedizione alla cura, ma anche concentrazione continuità e competizione, un carico non indifferente. Nonostante le difficoltà “rinunciare al lavoro non è un’opzione, piuttosto le donne sviluppano la capacità di passare da un piano all’altro dei due “mestieri”, di vivere due agende parallele, una razionale, una emotiva”. Fare le supermamme serve quindi a placare il senso di colpa, ma oltre al fatto che non basta a cancellarlo, può provocare grosse conseguenze nell’equilibrio mentale della persona oltre che alla relazione con il partner che ne pagherebbe sicuramente il prezzo più alto. Infatti laddove il carico è tutto spostato da un alto della coppia, qualunque sia il motivo di base, si innesca un susseguirsi di sensi di colpa e rimproveri reciproci rispetto alle presunte mancanze nei confronti del bambino che non vengono adeguatamente affrontati. Il tempo della coppia si riduce, come la comunicazione ed infine la sessualità, termometro della temperatura del clima emotivo.  Condividere invece l’esperienza della maternità con il compagno, le proprie aspettative rispetto alla carriera lavorativa e i compiti di crescita del nuovo nucleo, può essere meno gratificante, ma sicuramente rappresentare un momento di unione che aiuta soprattutto  la mamma in questa delicata fase di vita.
Le ansie materne non cominciano con la nascita, bensì prima, quando la gestante deve fare spazio mentale, oltre che fisico, per il bambino. L’accettazione psicologica di questa creatura è importantissima per riuscire a gestire ogni tipo di difficoltà successiva alla nascita. Una madre che ha affrontato adeguatamente questa accettazione sarà anche pronta a separarsi dal figlio nei tempi giusti, garantendo la sua presenza in termini di qualità e non solo di quantità.
È anche vero che oggi più che una scelta, rientrare al lavoro è una necessità dettata da regole burocratiche ed esigenze di impresa, quindi la soluzione a questa assenza forzata resta sicuramente dedicarsi regolarmente al bambino quando è possibile, combattendo il senso di colpa che spinge a trovare surrogati di gesti affettivi in oggetti, giocattoli o nell’arrendevolezza agli eccessivi capricci. L’istinto materno è da sempre il miglior deterrente contro l’insicurezza e i sensi di colpa ed è l’unico vero insegnante dei giusti metodi per prendersi cura dell’altro.

Dott.ssa Ivana Siena